Recensioni letterarie



Recensioni ai libri:
Krenf
Se il nero fosse bianco
Fiabe per adulti
Ritratti-poesie matematiche
Briciole di terra


Krenf

 
/ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=1099247

 La recensione della scrittrice Ornella Ferrari Gigante (clic qui per vedere la sua scheda)

La poesia delle immagini e la verità della realtà

Solo un fotografo-poeta poteva scrivere un simile libro. Poeta dell'immagine, ma anche delle parole. Immagini del delirante traffico cittadino, sistema di vita insensato, è qui ripreso con splendida intensità. "Krenf è morto come ha vissuto", violento e libero, cioè da accattone odiato e crudele, violento e libero, semplice e vero. Ma chi è Krenf, un membro delle SS? Un nazista razzista e violento? Mentre la curiosità si fa strada sempre più, seguendo le stupende immagini dei monumenti, fontane, erme, spesso col loro bravo piccione sulla testa, apprendiamo che Krenf è un gabbiano reale. E la verirtà è che Krenf è un filosofo che analizza la vita, sua e di chi gli sta attorno, che vede, giudica, indaga, suppone, immagina.Foto fantastiche, assolutamente uniche, di gabbiani saltellanti sulle macchine, ci mostrano la visione della vita di Krenf, la vita di una città in cui si è inurbato per trovare una possibilità di sopravvivenza. Questo straordinario volume, portatore di grande bellezza e di grandi verità, è in realtà uno straordinario , stupendo volume di etologia (sia di uccelli che di uomini), e meriterebbe una grande diffusione. Immagini di straordinaria poesia scorrono sotto i nostri occhi, intervallate dal commento intelligente e disincantato del gabbiano. Stefano Benedetti è un fotografo assolutamente lirico, e il suo Krenf un filosofo piumato di tutto rispetto. Non ci riconosciamo forse anche noi in questi personaggi alati? "Guarda figlio mio, come si vive davvero quaggiù al fiume e non dimenticare mai questa follia. Figlio mio, non essere mai strafottente, arrogante, impudente, al di sopra delle tue possibilità. Per comandare è necessario saper usare l'intelligenza". Ecco, proprio questo intendevo dire! Krenf è morto in maniera violenta, nemmeno la terra lo riprenderà con sé. Che il Cielo ti apra i suoi orizzonti infiniti, splendido gabbiano libero e forte, in cui planare e sognare per l'eternità.

La recensione dello scrittore Salvo Nugara (clic qui per vedere la sua scheda)

 Una Volatile ... narrazione

Stefano Benedetti si conferma un grande osservatore della realtà, e non potrebbe essere diverso, egli è un FOTOGRAFO, ma di un genere diverso, un narratore. Allora vediamo;Ci presenta Krenf come fosse un personaggio tradizionale , si pensa subito ad una persona che vive di accattonaggio, un barbone di quelli innamorati di un quartiere in particolare cosicché capace di intessere rapporti con molti dei suoi abitanti. Si muove in un suo mondo adattato alle sue esigenze, si fa amare ma anche odiare, mantiene la sua identità. Finchè non si arriva a capire che si tratta di un GABBIANO, proprio uno di quelli che abbandonando le sue aree naturali si è stabilizzato in città e così acquisisce una sua dimensione, una sua personalità che interferisce in vari modi con altri pennuti accattoni che popolano le nostre città. Quì si aprono aspetti di profonda riflessione sulle condizioni di vita nelle nostre città, doove i monumenti vengono relegati a semplice ornamento a guardia di un degrado diffuso, ad una condizione di soffocamento, quasi, data dal traffico ma anche dall'indifferenza per quei piccoli miracoli che avvengono sotto i nostri chiusi occhi. Più che una metafora dei nostri giorni, un apologo che ci mette in guardia per cambiare strada, prendere esempio dalla forza naturale che , piccoli animali adattatisi a vivere delle nostre briciole ci inviano messaggi di stupore. La maestria del FOTOGRAFO si esprime in un vero e proprio filone narrativo con immagini bellissime , certo di Krenf ma anche di colombacci , passeri, cornacchie, rondoni e tanti altri ancora intenti a vivere e ben inseriti negli anfratti delle nostre metropoli, nello specifico a Roma . Insomma ne viene fuori un "Racconto" emozionante  e ben strutturato, una vera scoperta di grande sensibilità, un libro prezioso.

Se il nero fosse bianco




In tempo di vacanza finalmente possiamo dedicarci ai nostri hobby preferiti oppure possiamo trovarne di nuovi, in ogni caso finalmente regaliamo del tempo a noi stessi.

La fotografia è uno dei passatempi più diffusi, soprattutto oggi che possediamo macchine fotografiche anche senza volerlo, nei pc, nei telefoni, nei tablet.

Partiamo per le vacanze e vogliamo fotografare luoghi, amici, usanze, divertimenti, e perché allora non fermarsi e, con maggiore cura, tentare di immortalare una luce particolare, l'intensità di un colore, l'emozione di un momento, il caos nell'ordine, un concetto, un'astrazione?

Stefano Benedetti, in Se il nero fosse bianco, mette a disposizione la sua esperienza di fotografo, acquisita in decenni di attività professionale, piacevolmente combinata, per la gioia dei lettori, con una gradevolissima abilità esplicativa e narrativa, per raccontarci l'arte della fotografia, nei suoi aspetti più tecnici come in quelli più intrinseci.

Dalla sezione aurea alla regola dei terzi, alle linee prospettiche, con tanto di schemi e documentazioni tecniche integrative di ogni tipo (il diaframma, l'otturatore, i tempi...), ma intervallate da ampie digressioni sui trucchi per modulare intensità ed emozione, per dare rilievo alle sensazioni, alle storie che andremo a rappresentare nelle nostre fotografie, che si riveleranno, sempre, personalissime interpretazioni della realtà. Con un importante monito al rispetto per la condizione sociale e la riservatezza altrui. E infine qualche accorgimento per fotografare soggetti particolari: insetti e animali in genere, natura, città, cielo, acqua, pioggia...

Quasi tutti gli strumenti elettronici di cui ognuno di noi dispone oggi sono provvisti da qualche parte, in qualche angolino recondito, di un micro-occhio che osserva noi stessi e che, adeguatamente istruito, ci permette di immortalare tutto. Ma proprio tutto. Lecito o non lecito che sia. E allora vale la pena di approfondire la conoscenza di quest'arte e cercare di fare le cose per bene.

Questo breve manuale non vi lascerà questioni in sospeso, ma vi proporrà una soluzione esauriente per qualunque immagine vogliate creare.

Leggi le prime pagine

Leggi l'intervista









La recensione



Analisi emozionale e tecnica dell'arte fotografica


Esprimo i miei più sentiti complimenti a Stefano per questo bellissimo libro dedicato all'arte della fotografìa. Il lettore fin dalle prime pagine e foto esplicative resta coinvolto ed affascinato da questo mondo sconosciuto alla maggior parte delle persone, ma ricco di importanti nozioni, tecniche, curiosità e punti di vista inesplorati. Indubbiamente la realtà locale della foto introduce elementi che non sono propri della realtà senza confini dalla quale possiamo cogliere solo un suo frammento bidimensionale. La prospettiva, la luce, l'inquadratura, il tempo, il diaframma, la situazione, rendono unica una foto e il suo significato profondo, il significato che desidera darle il fotografo, il significato che viene colto dall'osservatore della fotografìa. Stefano ha descritto molto bene nel suo libro, la storia della fotografia, le tecniche per ottenere una valida inquadratura tenendo conto dei fattori geometrici e matematici sempre presenti in natura e nella nostra vita: sezione aurea, proporzione dei rettangoli e delle aree visive, regole dei triangoli rettangoli ed isosceli, linee orizzontali, verticali e convergenti, e molto altro. Il testo chiaro e scorrevole fa sempre riferimento alle fotografie, rigorosamente in bianco e nero, anche se sarebbe meglio dire, in ottime scale di grigio, aiutando il lettore a contestualizzarne il discorso tecnico e stilistico. La bellezza del libro è da riconoscere sia per quanto riguarda le spiegazioni ed informazioni su questo mondo abbastanza sconosciuto ai più, sia per i luoghi e situazioni immortalati dalle fotografie: mare, deserti, città, luoghi di lavoro, villaggi lontani, disagio della povertà, macrofotografie di insetti, affollamento urbano, panorami, percezioni del movimento e molto altro. Sono importanti anche le nozioni di ottica e oculistica che ci fanno comprendere l'importanza, tra le altre cose, della corretta distanza di visione della fotografìa per non perdere i dettagli ma neppure la visione generale dell'immagine. Per il lettore più esigente e tecnico sono presenti molte tabelle che forniscono tutti i parametri necessari, utili soprattutto per i possessori ed utilizzatori di apparecchi fotografici con impostazione manuale, per ottenere le migliori performance dalle proprie fotografie. Il libro di Stefano ci fa comprendere quanto sia importante considerare gli aspetti trattati per ottenere il massimo dell'informazione e piacevolezza da una determinata ripresa fotografica; è vero che la mano e l'occhio del fotografo vanno oltre qualsiasi  regola tecnica, però indubbiamente la conoscenza di quanto ha scritto Stefano, costituisce un buon 75% sulla qualità del risultato finale. Consiglio a tutti gli appassionati di fotografìa ed anche ai neofiti di leggere attentamente questo libro perché può trasmettere, se compreso nel suo insieme, un patrimonio di esperienza e conoscenza non comune. E' generoso da parte di Stefano, condividere il suo know-how con tutte le persone e certamente ciò gli rende onore. Per concludere desidero fare una riflessione sui luoghi visitati da Stefano per ottenere le fotografie pubblicate su questo libro ed anche sullo spirito con il quale ha desiderato effettuare le sue foto: oltre alle sue notevoli capacità mostra un animo avventuroso, profondo, gentile e con desiderio di conoscenza ed esplorazione. Complimenti meritati a Stefano e complimenti anche a Roberta per il suo contributo alle immagini di questo libro.






La recensione



Fotografare nell'attimo che fugge


Il libro di Stefano Benedetti Se il nero fosse bianco descrive in modo chiaro e comprensibile per tutti come fotografare con occhio filosofico il cosmo che ci circonda: i luoghi naturali, i luoghi architettonici, tutti i tipi di esseri viventi. Lo spazio e il tempo si restringono e si dilatano a piacere. Il movimento è imprigionato dallo scatto: il volatile continua a volare, l'acqua del fiume scorre. Le geometrie architettoniche sono eterne nella loro staticità perfetta ed esprimono silenzio.  L'essere umano vive e l'occhio del fotografo  esprime se stesso, le proprie emozioni mentre il suo respiro respira e il suo occhio "scatta". E' possibile scoprire ciò che è nascosto, svelare la verità che si nasconde nell'espressione dell'altro.  E' evidente che la "magia" di ogni scatto è nel rapporto fenomenico che si crea. Tra il soggetto e l'oggetto si stabilisce un legame, un ponte invisibile nell'intuizione spazio-temporale; i nostri concetti puri ordinano il molteplice sensibile. Il risultato di ogni foto è nell'armonia sottile, in bilico, in una sintesi di colori, di suoni, di sfumature, di lontananze e di vicinanze, che non sono solo spaziali, ma anche psicologiche, perchè rivolte al presente del presente, del passato, del futuro.






La recensione


di Ornella


Se il nero fosse bianco


Stefano Benedetti fa della fotografia non solo un'arte magnifica ma anche una lunga, inconfondibile poesia d'amore. Infatti in questo lungo atto d'amore appassionato, perché tale è questo libro, troviamo tutto, ma proprio tutto: la storia, le tecniche, i segreti della bella fotografia. E' impossibile non sentirsi coinvolti a migliorare e sperimentare tecniche che non conoscevamo e che ci faranno certamente vedere il nostro soggetto da fotografare sotto un'angolazione nuova e perfetta. Ero, lo confesso una occasionale e molto scarsa fotografa, ma ho un marito musicista che è anche un fotografo di grande capacità interpretativa del soggetto che ha innanzi, sia esso una persona, un animale, un oggetto, un paesaggio. E' da lui che ho cominciato a capire quanto la fotografia sia una vera arte, una vera e propria interpretazione di ciò che si vuole fotografare. E questo libro ha ulteriormente ampliato la mia conoscenza regalandomi nel contempo intense emozioni. Le bellissime fotografie sono di grandissimo aiuto nel capire come e quando riprendere il soggetto scelto. Quello di Stefano Benedetti è un libro tecnico e poetico ad un tempo, un libro scritto per comunicare l'amore e la conoscenza di cui l'autore è fantastico portatore.






La recensione


di tata


Se il nero fosse bianco


Per il mio diciottesimo compleanno mio padre mi regalò una macchina fotografica: prima dell'acquisto girammo i negozi di mezza Milano, andammo pure alla SMAU. Comprai una reflex. Poi sono venuti i consigli, le prove, i manuali. Poi sono arrivate la macchine digitali. Un po' mi è dispiaciuto. Il manuale di Stefano Benedetti mi riporta indietro, mi spiega anche quello che non ho mai saputo, su come si costruisce e come si legge un'immagine, come funziona l'occhio umano, come funziona il cervello, la psicologia e il linguaggio, ma mi spiega anche che un fotografo deve avere un codice morale: deve essere discreto e rispettoso delle regole ma anche del soggetto, del suo stato, dei suoi sentimenti, delle paure e dei bisogni. Un fotografo è prima di tutto un Uomo che guarda, che interpreta e registra fatti ed eventi, ma anche che sente, si commuove, partecipa, comunica e testimonia. Tata






La recensione



Se il nero fosse bianco


Un libro di grande formato veramente interessante, per fotografi provetti e/o amatoriali. Una prima parte molto tecnica sulla composizione fotografica e le sue regole,non facilissima ma assai ben spiegata ed illustrata con l'aiuto di parecchie foto campione.Una seconda parte più creativa con la trattazione delle principali tecniche di ripresa, anche questa con foto esplicative molto interessanti. Non manca la sezione che spiega ed illustra come riprendere al meglio i vari ambienti e le varie attività umane.Completano il tutto una trattazione tecnica sugli strumenti di ripresa ed un glossario molto dettagliato. Il testo si riferisce sia alla foto tradizionale che a quella digitale. La scrittura è piana e scorrevole;le illustrazioni,tutte rigorosamente in bianco e nero,sono molto belle. Un libro da leggere e da guardare.






La recensione



Se il nero fosse bianco


L’Arte per la scultura, pittura, danza, musica e teatro è sempre innata nell’animo della creatura terrestre e questo lo testimonia tutt’ora ciò che è rimasto e trasmesso dal tempo antico. Quando fu inventata la macchina fotografica: si dice che le prime scoperte e gli studi furono iniziati nell’antica Grecia e che in seguito si concretizzarono agli inizi dell’800 portando alla realizzazione di uno strumento capace di registrare il mondo circostante grazie all'effetto della luce. La fotografia si impose come mezzo artistico capace di supportare e affiancare le altre Arti visuali. Infatti, la fotografia dona la viva testimonianza del passato e presente dapprima come procedimento di raffifurazione del paesaggio e della architettura e infine strumento per ritrarre la nascente borghesia e il popolo. Quest’Arte si è sviluppata tale che molto spesso possiamo godere di immagini sbalorditive che i fotografi professionisti, con molta pazienza e giorni dedicati, sono riusciti a coglierne l’attimo sorprendente. Scattare una foto lo può fare chiunque; con il cellulare, il degital o altro, ma se si vuole gustare il vero piacere di particolari immagini è primordiale essere in possesso di una autentica macchina fotografica con speciali teleobbiettivi. Ma pur essendone in possesso a volte non basta per colui o colei che vuole intraprendere questa stupenda Arte. L’amore e la passione per la fotografia ha così stimolato il talento di Stefano Benedetti per dedicare tempo e lavoro a scrivere un libro dove si trovano accurate spiegazioni ed esplicite foto in cui si può acquisire un’ottima tecnica sull'inquadratura, luce, diaframma, tempo e sulle varie situazioni... Rendendo partecipi, affascinare, coinvolgere e stimolare la curiosità in molti punti di vista inesplorati e sconosciuti del mondo dell'arte fotografica di chiunque abbia interesse a iniziare a scattare. Complimenti davvero all’Autore per la bravura e l’ottimo lavoro. Consiglio di leggerlo!      


La recensione



Se il nero fosse bianco


Se il nero fosse bianco. Quale altro titolo più appropriato avrebbe potuto scegliere Stefano per la sua opera? Mi cimento a fare una recensione, credo molto difficile per me, ignorante della materia. Tutti io compreso, crediamo di sapere cos’è la fotografia. In realtà non sappiamo nulla, ci soffermiamo a guardare la foto, può piacerci oppure no, ma non apprezziamo la forma, quanto ci può dire; i colori… si guardiamo i colori ma se avrete la pazienza di seguire le scene che verranno leggendo quest’opera, scoprirete che i colori sono il bianco e il nero… e che colori! La fotografia diventa arte, come uno scritto diventa un libro, ci parla in silenzio mostra le sfumature, ci fa vedere gli angoli nascosti, ci mostra quello che siamo. Stefano c’insegna cose nuove, come si legge una fotografia? Io non lo so, ho seguito le sue istruzioni, ho preso una foto 15 x 18 e l’ho guardata ad una distanza di 45 cm, incredibile ha un sapore diverso, come leggere un quadro dall’angolazione giusta. L’autore nel percorso oltre che mostrarci ottime fotografie, c’insegna anche i metodi giusti per ottenerle. Effettivamente osservando le fotografie scattate dall’autore si può essere certi di centrare appieno il soggetto senza dispersioni cosa che può non essere col colore che allargando l’immagine ti riempie di colore togliendo quello che la foto potrebbe trasmettere. Osservate l’immagine che trovate a pag. 11, la reputo bellissima, cercate d’immaginarla a colori, credo che potrebbe essere una foto da eliminare. Se avete passione per la fotografia e avete desiderio di scattare foto per voi stessi e per stupire gli amici, credo che l’Opera di Stefano sia completa e molto dettagliata, certamente in grado d’istruire. Bravo Stefano complimenti per le foto.






La recensione



Se il nero fosse bianco


Una raccolta attenta di immagini volte a cogliere l'attimo, l'essenza del momento! Nel libro vengono spiegate le regole che consentono di poter realizzare "lo scatto perfetto". Tutte le foto ci portano a voler capire come immortalare l'attimo! Il momento che vogliamo conservare e imprimere nel tempo. Nella sua carrellata di foto e spiegazioni, Stefano ha voluto condividere la sua percezione di realtà, ha imprigionato emozioni e tecnica, per regalare stralci di vita, attimi di quotidianità, ha carpito le piccole mosse che danno significato a un gesto, come la donna che munge e la pecora che gira la testa, quasi per incrociare lo sguardo verso la persona che la accudisce. L'angelo con la testa china, prostrato davanti alla desolazione della morte. Scatti in bianco e nero, per isolare l'essenza del momento dalla vivacità del colore, rendere l'istante del "click" etereo, impalpabile, quasi surreale. Nelle pagine di questa interessante raccolta, troviamo la tecnica dell'immagine mimetizzata, quella posizionata a una angolatura perfetta e quella sbiadita, tutto per portare il lettore a concepire il modo di fare della fotografia un'arte! Complimenti a te Stefano! Per come hai saputo racchiudere in poche pagine tante informazioni importanti, per gli appassionati di fotografia, ma anche per come hai stimolato l'interesse per chi invece è solo principiante. Dopo aver letto questo libro e averlo apprezzato veramente molto, non posso che invitare tutti a leggerlo e augurarvi di passare qualche ora in completo relax, nell'analizzare il libro assaporandone il contenuto fino alla fine. Auguri Stefano e un caro saluto da Anna Maria Cupidi.


Fiabe per adulti 

 

di Redazione ilmiolibro, I libri di ilmiolibro.it, 15/11/2013
Misuriamoci la febbre con il termometro dei pazzi!

Questa è una raccolta di racconti che ognuno dovrebbe avere sul proprio comodino. Sono storie che rilassano, fanno riflettere, appassionano, che hanno, insomma, tutte le caratteristiche che una fiaba dovrebbe avere. Fantasia, assenza di tempi e spazi riconoscibili, personaggi improbabili, c'è anche lo spunto per una riflessione, se proprio non vogliamo parlare di morale: tutto è ben amalgamato con intelligenza e immaginazione.


Fiabe per adulti, di Stefano Benedetti, è un libro che si legge proprio volentieri: una scrittura scorrevole, mai banale nella forma e ancora meno nei contenuti, che conquista per imprevedibilità e inventiva. La lunghezza varia, da brevissimi a medio-lunghi, a soddisfare ogni disponibilità di tempo, e variano le tematiche: da "Il filetto", che racconta quello che, sotto sotto, è il timore di ciascuno, a "Ibel", che in un giorno di sole scopre un'ombra inattesa, alla storia incredibile di Espanel che cerca "Il tempio in mezzo al mare", a "La penna magica" che ognuno di noi vorrebbe per sé, fino a "La pagina invisibile", una fiaba che accontenta tutti.

Solo un cuore di bambino può trascinarci tutti con sé più di un pifferaio di Hamelin, ed è quello che Benedetti è riuscito a ottenere con questa raccolta di fiabe, scorrevoli per leggerezza e semplicità, e che sono "per adulti" non perché i bambini non siano in grado di comprenderle, anzi, ma, come lui dice, "perché hanno sufficiente fantasia per inventarne, da soli, una ogni giorno".








La recensione

di alba

Matematica e poesia

Davvero possiamo dire "tutto è poesia" e "tutto è matematica". Con la matematica leggi il mondo, arrivi nel suo cuore, ne sveli i segreti archetipi, come con la poesia. Stefano Benedetti, nel suo libro "Ritratti", si prefigge di dimostrare proprio questo. Quali strumenti usa? La parola -  architettata, contata, rigorosamente soppesata e scelta - e il numero, che le fa da contraltare e si trasforma in grafico, in immagine, si incolonna e si fa linea, si moltiplica e si annulla, come, nella vita, e quindi nella scrittura, prendono forma i giorni e le emozioni, in un tessuto intricato di sentimenti, traiettorie libere o ingabbiate, universo matematicamente poetico, ma anche poeticamente matematico, con simmetrie e paradossi. Matematica e poesia investigano e misurano, inventano, nel senso che incontrano ciò che rimane celato ai più, confrontano e insegnano. A noi non resta che imparare, quindi ci accostiamo, curiosi, a questa analisi insolita mentre si stemperano le sensazioni evocate dai testi poetici appena letti. Forse, comunque, sappiamo già che la poesia è anche matematica, come la musica.  





La recensione


La recensione dimezzata

Quando nei primi anni di studi classici mi misero in mano un testo di metrica e stilistica, attingendo al mio vocabolario goliardico, tradussi: come succhiare un chiodo. Poi, amando d’istinto la poesia e la musica, vidi “spiriti forse che furono, che sono o che saranno” guidare le danze nel ritmo più congeniale, e danzai con loro, fosse nel distico elegiaco o nella milonga e più ancora negli endecasillabi concatenati in terzine a rima alternata. Dietro ad ogni ritmo un volto, un’anima, uno stile. Leggendo Stefano che s’incatena nella rima baciata ad un vocabolario dolomitico e si anatomizza il fegato come non avrebbe fatto l’aquila di Prometeo, stranamente non ho pensato alla poesia conviviale, che tanto spasso ha versato sui miei anni giovanili, ma alle “Laudi” - ad esempio, “Per la crudel morte di Cristo”  - dove ritmo e libertà quantitativa sono conformi all’emozione. E ho intuito l’essenza del poetare del popolo, dove è il messaggio che guida la forma espressiva. Così da profano mi sono addentrato nei calcoli matematici, ad ogni istante ripetendomi, “hic sunt leones”! Ma Stefano è una buona guida e, se qui scrivo,  vuol dire che mi ha guidato indenne fuori dalle “tierras inesploradas”. Devo dirvi che, mentre la testa mi gira ancora dei suoi metri, ho gustato anche della poesia che ha raggiunto persino la mia dislessia matematica attraverso il reticolo di zero e di uno. Per tutti valga “La cena”, dove la fantasia d’un bambino si libra oltre il tempo e le costrizioni d’ogni genere. Non posso perciò che raccomandare la lettura di “Ritratti”: da rabdomante sento che c’è una vena preziosa che altri lettori sapranno sfruttare.





La recensione


Ritratti

Questo libro, contenente poesie e non solo, si presenta con una copertina affascinante, colorata, che attira l’attenzione del lettore e lo predispone favorevolmente a leggerne il contenuto. Nella sua presentazione, l’autore di questo libro, ci offre un abbinamento inconsueto, ci suggerisce di abbinare la poesia alla matematica.In questo libro, troveremo, quindi, nella prima parte, poesie bellissime, molto gradevoli alla lettura, che esplicano sentimenti condivisibili con i lettori e, nella seconda parte... lo vedremo in seguito. Intanto devo ammettere di essermi goduta fino in fondo, la prima poesia, quella che dà il titolo al libro e che descrive le lacrime, valutando tutte le emozioni possibili ed immaginabili, comprendendo tutti i momenti, in cui le lacrime escono dai nostri occhi, e possono essere lacrime di gioia, di dolore, di rabbia, di timidezza o "non" lacrime, quelle che non escono, solo perchè qualcuno ha detto che piangere è indice di debolezza. Tutti piangono, anche il cielo e noi le chiamiamo pioggia, le lacrime del cielo.Questo poeta è meraviglioso, sa cogliere ogni sfumatura, leggerlo è una piacevole sorpresa, perchè valuta tutto, comprende tutto e ci aiuta a riflettere. Gustate anche voi, la prima poesia e lasciatevene innamorare, troverete, tra le tante frasi scritte, quella più confacente al vostro stato d’animo.Mai ho letto una poesia così completa.E per finire, ammiriamo la foto che conclude "Ritratti", dove si può ammirare una lacrima della natura, una foglia con una goccia di rugiada.Cosa c’è di più poetico di questo ossevare la natura?Nella seconda poesia, dedicata ed intitolata ad un vecchio, oltre a condividere quello che scrive questo poeta, si notano, a fianco della poesia, alcuni numeri che ci riportano alle espressioni matematiche che abbiamo studiato a scuola, ma l’autore ci ha promesso che nella seconda parte del libro, ci svelerà l’arcano, di questo strano abbinamento tra poesia e matematica.Le poesie sono molto belle, intense, fanno riflettere, si leggono volentieri e ti entrano nel cuore, condividendo gli stessi sentimenti del poeta.Più continuo a leggere, più mi rendo conto che questo poeta, ha una snsibilità fuori dal comune, lo si riscontra nella poesia che parla di un barbone, paragonandolo ad un "cristo" venuto sulla terra ed ignorato da tutti e qui ci sta il modo egoistico in cui viviamo.Nella poesia successiva, osserviamo un marinaio che, pur essendo circondato da tanta acqua (il mare), non può soddisfare la sua sete. Le poesie che seguono, sono una più bella dell’altra, non starò a commentarle, perchè mi incuriosisce il discorso iniziale di questa recensione, cioè la proposta, da parte dell’autore, di abbinare la poesia alla matematica.Intanto mi sono gustata le varie poesie che hanno toccato gli argomenti più disparati ed ogni argomento trattato in modo completo, mi hanno affascinata, dalla donna del porto, a quella di fiume, al cuoco, alle nuvole, quale poeta, prima o poi, non osserva le nuvole, affascinanti.Ed ora sono arrivata all’analisi matematica. Chi mai ci avrebbe mai pensato? Quello che propone questo autore, non solo si può abbinare alla poesia, ma anche alla narrativa. In questo modo,anch’io sono affascinata, dall’abbinamento.In una poesia, quante parole di sei lettere, si sono usate?Quante "a" o qualsiasi consonante?Interessante, questo genere di calcolo. Ma allora, le espressioni complesse, come le ha ricavate, l’autore, paragonandolo a quello che ha scritto? Leggete e lo saprete. Complimenti.





La recensione

di Ornella

Poesia e matematica

I musicisti sono fruitori intensi della matematica, ma non avevo mai pensato, io che scrivo poesie esclusivamente liriche, che anche i poeti potessero esserlo. E’ stata una assoluta sorpresa. Ha ragione Stefano Benedetti, l’architettura del verso è fatta di proporzioni, misure, numeri insomma. La prima poesia comprende tutte le lacrime del mondo, tutti i sentimenti e tutta l’umanità in un crescendo vorticoso di sensazioni. E’ un’umanità dolente quella dei primi ritratti, un’umanità densa di dolore e di sofferenza, ma sempre il verso che chiude la poesia è portatore di conforto e di speranza. Ci sono amarezza e dolcezza insieme in questi versi lunghi e ritmati, che narrano la vita di gente e cose di tutti i giorni. Gente e cose che vediamo senza vedere nella corsa continua della vita, che dimentichiamo un attimo dopo averle incontrate. La ricchezza dei vocaboli è indubbia e scopriamo poi, nell’analisi matematica, che è stata attentamente usata e quindi analizzata per qualità e quantità. Concordo perfettamente con quanto l’autore dice di quegli scrittori che usano termini difficili: vogliono umiliare il lettore per sentirsi colti e importanti. Ma scrivere è comunicare, e quindi dobbiamo farlo in modo che tutti possano capire con facilità il nostro messaggio. Un libro inusuale, interessante, convincente, che ammiro sinceramente : con la mia assoluta incapacità matematica non l’avrei pensato nemmeno in mille anni!





La recensione


Benedetta Matematica, che ritratti!

Caro Stefano, superati i  problemi informatici che mi hanno per lungo tempo impedito di accedere ai libri ed alle anteprime sul sito "Il mio libro", eccomi dopo avere letto (e riletto) il tuo "Ritratti" che considererei un saggio piuttosto che una raccolta di poesie. Innanzitutto complimenti per le fotografie che credo siano tue. Ho trovato notevole "gli occhi del gufo" che dovrebbe rientrare a pieno titolo nella tua personalità che appare sicuramente "bifronte" anche per il lavoro di cui stiamo per parlare. Sono rimasto spiazzato: letta la introduzione, ho incominciato con le poesie facendomi un’idea di quanto leggevo e di ciò che avrei scritto per commentarle ma, arrivato alla seconda parte, sono entrato in crisi. Se ho capito bene l’analisi matematica viene dopo, ovvero le poesie sono state concepite in rima e con alcuni parametri formali ma per altro "liberamente" e solo in un secondo tempo hai proceduto alla individuazione della struttura del testo secondo i concetti di cui ci parli. Bene, in tal caso direi che hai elaborato un modo particolare e assai interessante di interpretare meccanicisticamente uno scritto, direi una reinterpretazione delle regole metriche, un poco come avevano fatto alcuni artisti statunitensi della Beat generation che  creavano musica in base alle dissonanze della sky line di New York. Non entro nel merito della pratica matematica perchè il metodo di elaborazione del percorso mi sembra ragionevole e tu sei sicuramente un esperto in questo settore. Direi che si tratta di una sperimentazione che potrebbe presentare ulteriori risvolti "artistici" piuttosto che matematici. Voglio dire che potresti sviluppare il concetto di analisi anche dal punto di vista artistico svincolandoti dal testo analizzato e utilizzando le costruzioni suggerite dal calcolo per elaborare disegni o fotografie su quella base, almeno così farebbe uno come me. Per quanto concerne l’analisi diciamo letteraria del testo ritorno alla precedente sensazione di imbarazzo perchè il dubbio che le poesie siano state invece costruite dopo l’analisi matematica delle parole da utilizzare mi è rimasta e in tal caso saremmo davanti ad un lavoro complessissimo ma appunto poco "poetico" e molto "matematico se non ingegneristico" e potresti meritarti una laurea in quel settore se già non la possiedi. Di per sé stesse le poesie così come sono presentate appaiono ingabbiate in rime che le costringono un poco riducendone il ritmo e, a mio avviso, la possibilità di trasmettere come dovrebbero quelle sensazioni profonde da cui originano . Solo là dove è consentito alle parole di sgangiarsi forse proprio dalla matematica, come nella sequenza di "porto-parto-petrolio-ladro-derubato-  de "la donna del porto", ho avuto la sensazione di quell’abbandono che riesce a farti apprezzare ciò che l’artista desidera trasmettere. Ancora: alcuni termini come il -manduca- del bambino in "cena" riducono l’incisività dello scritto, forse sono proprio desueti per un testo moderno e fanno venire il sospetto che servano solamente per costruire la rima che alla fine non è poi così necessaria al poeta. Come dire, complimenti per la sperimentazione che potrebbe portarti, come ti auguri nelle tue conclusioni, molte soddisfazioni e che potrebbe essere ulteriormente elaborata in senso esclusivamente artistico con altrettanto successo. A presto, Easterly (Marco Umberto Pasquali)





La recensione


Analisi della poesia e analisi matematica!

Complimenti Stefano! E’ abbastanza singolare leggere una poesia che possiede una metrica rigorosa ad esempio un endecasillabo perfetto, però in questo caso specifico Stefano ha presentato due tipi di genialità: quella poetica e quella matematica. Per questo motivo auspico un doppio successo per questo singolarissimo libro, inoltre esprimo i miei più vivi complimenti a Stefano per il duplice impegno dedicato ad ogni singolo componimento; la sua attenzione oltrecché matematica è stata applicata con molto cuore al contenuto dei versi e alla loro capacità di trasmettere emozioni in tempo reale. Come promesso dal titolo proverò ad analizzare le singole poesie aggiungendo la relativa e doverosa analisi matematica! Ritratti: è la descrizione metodica di una lacrima o per meglio dire di tutti i tipi di lacrima ed anche un po’ di più! Lacrima di gioia, di dolore, fraudolenta, malinconica, timida, malata, intossicata, isterica, superba, virile, maldestra, dolce, cafona, matta, in continuo girotondo, goccia perfetta, rifiutata, immatura, sobria, che ammicca, miope, venerata, di amore, ingenua, infiammata, malefica, truccata, straziata, bastonata, furibonda, indignata, stomacata, cieca, rabbiosa, viscida, esaltata, credente, bigotta, fedele, agnostica, versata e dulcis in fundo lacrime vere per esprimere sentimenti veri. Il vecchio: ritratto commovente della vita di una persona anziana che ha vissuto molte battaglie e sconfitte e Stefano sintetizzando il triste lungo percorso dell’uomo si pone questa domanda-affermazione: "Rassicurami tu che tanto hai grondato, vivere sgobbando è del tempo sprecato che dentro annulla il proprio affetto, il giogo padronale uccide il rispetto". Il barbone: è la bella poesia dedicata ai clochard, uomini che per vari motivi (talvolta per mantenere le ex mogli...) si riducono in uno stato di miseria, abbandono ed esclusione dalla cosiddetta società civile (e non si capisce quanto possa essere civile una tale società...). La poesia dopo una meravigliosa descrizione della situazione degli homeless termina con un augurio di speranza per un mondo migliore. Il marinaio: Un’altra figura mitica è quella del marinaio, ben descritta nei suoi stati d’animo, forza interiore e virtù. Ciò che occorrerebbe sempre tenere presente quando si parla dei marinai è che l’uomo di mare ha una filosofia di vita completamente differente dall’uomo di terra; il legame che nasce tra l’uomo e il mare è unico. La donna del porto: E’ straordinaria la sensibilità di Stefano che narra le gesta del mitico marinaio ma descrive anche i patimenti d’animo della donna che l’aspetta nel porto. La donna di un marinaio deve possedere molte qualità, due su tutte la pazienza e la speranza infinite.  La donna del fiume: è la figura della donna ideale che vive con la natura, per la natura, leggiadra, bella e sfuggevole. Mi piace molto l’immagine della donna che all’alba si tuffa con i pesci e nuota libera e selvaggia! La barista, la cena, il cuoco, le nuvole, il fuoco, il castello,, non ho sufficiente spazio nella recensione per analizzarle tutte ma lascio questo piacere ai lettori che troveranno certamente molti spunti di piacere e riflessione. Analisi matematica: Stefano supera sé stesso in questa precisa, puntuale, metodica analisi matematica; a tal proposito vorrei dire che la matematica dà un tocco di bellezza ad ogni poesia, ed è una bellezza che percepiamo nel subconscio come quella della sezione aurea nell’arte e nella natura. Complimenti Stefano!





Briciole di terra


La recensione


Briciole di terra come parole profonde e preziose che descrivono universi.

Ringrazio Stefano per l’opportunità che mi offre di recensire questo bellissimo libro che unisce in armonia: Prosa, Poesia, Canzone, Sentimenti, Emozioni, Matematica e Fisica, Arte, Fotografia, Grafica e molto altro. Splendida la dedica ai conosciuti ed agli sconosciuti "che non ha ancora avuto la fortuna di conoscere"! Le opere frattali presenti nel libro indicano una grande passione per la matematica e la bellezza in senso assoluto. La ricerca della bellezza e della perfezione è altresì presente anche nella scelta delle parole più appropriate per dare armonia agli scritti. La candela - breve ma intensa sequenza di 28 sillabe che ricordano "Ed è subito sera" di S. Quasimodo - anche in questo caso queste poche parole possono essere sorgente di molte riflessioni. L’illusione del tempo - tempo, spazio, neutrini, effetto Doppler-Red Shift, energia e materia legate dalla famosa equazione pubblicata nel 1903 da Olindo De Pretto e successivamente da A. Einstein, questa poesia ha la magica capacità di unire concetti fisici ed esperienze umane. Lo Stercorario - è la descrizione acuta ed ironica dell’uomo che si identifica con ciò che possiede, l’analogia uomo-insetto, anche se impietosamente in questo caso l’insetto si dimostra superiore all’uomo-mazzetta-in-cassetta! Ninna nanna - per l’Amore che vince l’odio, per la propria terra natìa, per i propri compagni di vita, per il coraggio che affronta la morte, per l’Amore verso sè stessi e per la giusta auto-stima. Bolsena - il dolore della nascita, l’ammirazione per la vita ed il lavoro del padre pescatore, uomo fiero ed onesto, gran lavoratore, amante e rispettoso di Madre Natura; il ricordo intenso dell’Amore vissuto tra i canneti, la grande saggezza di riconoscere che "la vita è un giuoco", i problemi dell’economia globale che annulla l’economia locale; la visione differente dei turisti e dei residenti dello stesso lago. Son nato - la ricerca delle proprie origini ed il vero significato della vita. Alla fine dell’ottocento - è la triste storia dei nativi americani massacrati dagli invasori della loro terra, quelli descritti mirabilmente nel libro "Indiani Maledetti Indiani" di Pieroni e Gatteschi. Testo a radice comune: Il verso - da leggere e cantare in modo multiverso! Il manto del santo - Il pesce - Droga - Zavorra - Il barcaiolo - bellissime filastrocche che ricordano i giochi d’infanzia sulle parole, però oltre alla bravura nel cercare le parole successive c’è anche quella di dare una morale alla storia in rima.  87 volte 87 - la descrizione del viaggio in autobus è da premio Pulitzer per la Narrativa! Simpatica la figura dell’ubriaco che non ama le donne, il tempo ed il governo ... magari è un ex marito finito sul lastrico dopo una separazione con addebito e relativa perdita di casa con mantenimento a vita di moglie e figli! La pancia - gli anglosassoni la chiamano: "Middle Age Spread"! Roma - la descrizione di Stefano è completa e giustamente dissacrante. Rugiada-Foresta-Mare-Fiume: le sensazioni trasmesse dalla Natura. Parallelo 4: Conoscenza - Sii sempre pronto a conoscere te stesso. La porta di Creso - Inesorabili - Esseri neri - 2 Novembre - Miscela - Milano - Allora - Tetto - Il fiore - Uomini -  Il riflesso - Il pazzo - Non rinunciare - Finalità - Parallelo 10 Famiglia Concetti - Lo specchio - Lo spillo - Storia di un rondellaro - Il sesso degli angeli - Civiltà in cammino ed altri bellissimi scritti con la mente ed il cuore. Complimenti a Stefano ed anche a Roberta Benedetti!!!  

 

 



Nessun commento: