Fiabe dell'amore e del piacere



Presentazione

 

 



Parlare dell'amore e del piacere attraverso le fiabe non è impresa facile, ma sono comunque il mezzo più idoneo per veicolare la vera essenza dell'amore e del piacere. Questa è tale quando è scevra da quelle sovrastrutture deleterie che portano al delirio della ragione e dei sentimenti. Io ho cercato di parlarne in maniera serena, sana senza però sacrificare la verità. Un libro per tutti? Giudicatelo voi.

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  Recensioni

L'amore e il piacere

Stefano Benedetti è un autore che ha occhio e cuore. L'occhio gli serve per fotografare con straordinaria abilità la bellezza ovunque essa sia. Il cuore gli suggerisce parole splendide che inanellano racconti magici pieni di poesia.L'eterna separazione tra il sesso e l'amore, che anziché essere dicotomia potrebbe unirsi in un unico ramo, viene qui riproposto in tutta la sua imponente realtà. Racconti di antica data che sembrano usciti dal Cunto de li Cunti, dal Decameron, o dai Canterbury Tales, si alternano ad altri assai attuali e moderni, regalando al lettore un'enorme partecipazione emotiva che talvolta lascia spiazzati e col fiato sospeso. Conigli e cavalli parlanti che sembrano ricordarci Alice in Wonderland, svelano i segreti del corpo malato, mentre un racconto delizioso ci regala la visione della gratitudine e della bontà dei nostri amici animali (ricordo pertanto che essi sono solo "altri animali" rispetto all'animale-uomo).Tutte queste splendide fiabe sono di un'originalità straordinaria, intriganti e coinvolgenti fino allo spasimo. Un mondo magico, pieno di sorprese e di incontri affascinanti dove amore e sesso si inersecano, si incontrano, si scontrano, dove sogno e realtà sono i figli di una stessa madre, fratelli della fantasia stessa. Un bel libro di racconti godibili e intriganti al massimo, che portano il lettore, prendendolo per mano, nella casa dei sogni, dove tutto può essere, dove tutto è.

 

La recensione

Fiabe dell'amore e del piacere

Il titolo "Fiabe dell'amore e del piacere" potrebbe sembrare il "pane per i denti" di lettori con una certa pruderie interessati a leggere pubblicazioni "a luci rosse". Pochissimo o niente di tutto questo! Stefano Benedetti si esprime seguendo i canoni della Commedia dell'Arte, adotta il modello narrativo della fiaba, come alla fine del 1500 fece Giambattista Basile per divertire la sua corte, mettendo in scena sotto perfette metafore filosofiche, i problemi del suo tempo e utilizzando la scrittura come strumento di critica verso il potere. C'è anche aria di Boccaccio nelle fiabe di Stefano che sembra raccogliere con competenza le tradizioni della Commedia degli Equivoci dove il sogno, la realtà, il bello e il grottesco si amalgamano perfettamente. Tra questi nomi illustri, a cui l'Autore ci richiama, aggiungerei anche Lewis Carroll (il papà di Alice) che in comune con Stefano ha la fotografia. I percorsi attraverso i vari capitoli-racconti del libro sono la chiave che Stefano ci dà per osservare più da vicino le nostre emozioni, i nostri sogni, le nostre paure. E' sorprendente la sua versatilità, la sua capacità di entrare nelle storie raccontandocele con le parole, ma soprattutto di farci vedere la scena che ci descrive: qui è il fotografo che interviene sullo scrittore e il risultato è quello di coinvolgere il lettore col suo talento. Ogni storia ha la sua ricchezza, una fantasia che sorprende pagina dopo pagina. Delle varie fiabe contenute nel libro, tutte meriterebbero un'analisi attenta e profonda. Non ci sono fiabe solo allegre o solo tristi, le fiabe qui raccolte sono un insieme di emozioni che si intersecano e convivono in perfetta armonia. Nella storia di "A+more ani+ma+le" c'è l'amore per gli animali, un amore incondizionato, fatto di gratitudine e generosità che supera ogni ostacolo. Il racconto ha la particolare delicatezza di farci vedere la sofferenza di Camilla  che, assetata e immobilizzata nel letto d'ospedale, non riesce a raggiungere il bicchiere d'acqua sul comodino e si disseta con le sue lacrime. Divertente e spassosa è la storia de "Il falegname e il cuoco" scritta in dialetto romanesco e con un finale lasciato all'interpretazione del lettore. Annesso al racconto ci sono ben nove pagine di glossario, per i pochi che non avessero colto l'esatto significato delle parole. "La Sinfonia Infinita" sembra scritta a quattro mani: quelle di Lewis Carroll e di Stefano Benedetti. Questa fiaba è una spettacolare rassegna di metafore che invitano il lettore a fare un viaggio all'interno di un corpo devastato dal tumore. C'è il cavallo bianco-l'inconscio- che accompagna il protagonista Amedeo attraverso i vari organi attaccati o in procinto di essere attaccati dal male e per un certo tratto c'è anche un coniglio-proteine-ragione che fa da "cicerone" all'incosciente Amedeo che non si è mai preso particolare cura del suo corpo. E' un percorso molto ben dettagliato nelle sue descrizioni che coinvolge profondamente il lettore. Tutto il libro "Fiabe dell'amore e del piacere" merita di essere letto con attenzione: vi si troverà, oltre a una scrittura scorrevole e ben costruita, la delicatezza e la sensibilità di un artista di grande talento.

 

Commenti dei lettori e degli scrittori 

 

Sebastiano Aurelio Plumari

Voto
Fiabe dell'amore e del piacere
Sinceramente non penso sia facile scrivere questo genere, ma lo trovo molto appassionante.... Lo scrittore descrive ottimamente queste belle storie ed è molto fluido nel raccontarle..... Infine si evince in ogni racconto una propria morale, tipica di questo genere letterario.... Molto bello .....da leggere
sabato 30 maggio 2015 commento alla 1a edizione
 
Voto
Intrigante...
Penso che troverò il tempo per leggerlo tutto. Hai ragione nella tua presentazione. Mi sembra una bella favola da cui imparare, anche a sfatare luoghi comuni. Scrivi bene, con gradevole fantasia. Complimenti. paolo
sabato 30 maggio 2015 commento alla 1a edizione

 

 

Voto
Il vero amore non ha bisogno di dominanti o sudditi...
l\'amore e il piacere si fondono per creare situazioni imprevedibili, sorprendenti, a volte grottesche, ma tutte con un significato preciso: donare un sorriso e far riflettere sulle passioni umane, dandone una spiegazione fantastica ma, quasi quasi, plausibile. Bravo Stefano, riesci a stupirci con la tua bravura, sai usare le parole con la perizia di un dotto
sabato 30 maggio 2015 commento alla 1a edizione

 

Voto

L\'amore è una cosa che non si consuma mai. Fa girare il mondo fa impazzire tutti, fa perdere e rende felici e disposti a tutto ... anche andare da un mago. povero Ginepro. Trovo l\'idea originale e le tue storie sempre entusiasmanti.
giovedì 21 maggio 2015 commento alla 1a edizione



Voto
fiabe dell'amore e del piacere
fiabe molto interessanti,giocose non pornografiche ma non prive di sottintesi. Non volendo esagerare, con più pudore e verecondia le potrei confrontare con il Decameron. Forse esagero, ma no! sono favole decisamente di buona fatture e lettura. Bravo Stefano.
martedì 19 maggio 2015 commento alla 1a edizione


Voto
magia
L\'argomento del piacere sensuale è delicato da trattare perchè ad alto rischio di scadere nella mera pornografia. L\'autore, però, scegliendo la forma della fiaba e permeando le parole con un alone di magia, riesce a rimanere su un livello elevato e a far sognare il lettore con le sue storie. Complimenti
martedì 19 maggio 2015 commento alla 1a edizione
 

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